In questo spazio, esploriamo una carta dei Tarocchi di Marsiglia come strumento di conoscenza di sé e di crescita personale. Non per prevedere il futuro, non per trovare risposte immediate, ma per aprire un varco: un luogo in cui ascoltarti con più presenza.
Questo spazio non nasce per capire tutto, né per risolvere ciò che stai vivendo. È un invito più semplice e più profondo: fare un passo verso di te. Un passo piccolo, concreto, gentile. Un passo che ti permette di riconoscerti, di respirare, di vedere qualcosa che prima era sfocato.
Ogni carta diventa così un compagno di viaggio, un’immagine che illumina un movimento interiore, un gesto simbolico che ti aiuta a orientarti e a costruire un dialogo con te stessa/te stesso che non chiede perfezione, ma presenza.

Il Papa, la carta che ci accompagna in questa riflessione

Nel linguaggio psicologico, la carta del Papa rappresenta il processo attraverso cui una persona impara a distinguere tra ciò che ha interiorizzato nel corso della vita e ciò che sente autenticamente come proprio. È la carta che parla della coscienza morale interiorizzata, cioè di quella parte della psiche che contiene regole, valori, aspettative e modelli che abbiamo assorbito da figure significative e dal contesto culturale.

Questa struttura interna è ciò che in psicologia viene chiamato Ideale dell’Io.

In sostanza, l’ideale dell’Io è l’immagine di come “dovremmo” essere per sentirci adeguati, approvati, meritevoli. Questa immagine la costruiamo nel tempo attraverso:

  • le aspettative dei genitori
  • i valori familiari
  • i modelli culturali e sociali
  • le figure che abbiamo ammirato
  • le norme implicite che abbiamo imparato per essere accettati

Il Papa rappresenta il momento in cui questa voce interna viene portata alla luce, osservata e messa in discussione con maturità.

Il primo movimento: riconoscere la voce del “dovrei”

Il Papa invita a prendere consapevolezza della voce che dice: “Per essere una persona valida, dovresti essere così…”

Nel suo aspetto positivo, questa voce ci orientare, ci dà una direzione, ci sostiene nella crescita. Ma nel suo aspetto negativo può diventare rigida, giudicante e oppressiva.

Il primo passo è riconoscerla come una voce interiorizzata, non come la nostra identità.

Il secondo movimento: distinguere tra pressione e guida

Il Papa porta l’attenzione su una domanda fondamentale: Questa voce mi sostiene o mi schiaccia?

Quando l’Ideale dell’Io è troppo rigido, può generare:

  • senso di inadeguatezza
  • perfezionismo
  • paura di deludere
  • difficoltà a riconoscere i propri bisogni
  • tendenza a vivere secondo aspettative esterne

Il movimento psicologico del Papa consiste nel distinguere tra ciò che ci appartiene e ciò che abbiamo assorbito senza accorgercene.

Il terzo movimento: creare uno spazio interno sicuro

Il Papa rappresenta la capacità di creare uno spazio interiore in cui la propria verità, cioè ciò che senti davvero, può emergere senza essere immediatamente giudicata. È un movimento di ascolto profondo, in cui si sospende il “dovrei” per lasciare spazio al “sento”.

Infatti, questo spazio permette di:

  • riconoscere i propri bisogni reali
  • ascoltare la propria sensibilità
  • accogliere parti di sé che erano state messe a tacere
  • scegliere la propria direzione con maggiore libertà

Non è un atto di ribellione, ma di maturità psicologica.

La domanda interiore del Papa

La domanda su cui riflettere che questa carta porta con sé è:

“A quale immagine interiore sto cercando di assomigliare? È davvero la mia o appartiene a qualcun altro?”

Questa domanda apre un processo di differenziazione: permette di separare l’identità autentica dai modelli interiorizzati.

Non è una domanda che invita a cambiare subito, ma di vedere con chiarezza.

Esercizio pratico in chiave mental coach

Questo esercizio lo chiamerei: Il confronto tra “dovrei” e “sento”

L’esercizio ha lo scopo di distinguere la voce interiorizzata dalla voce autentica

Prenditi 10-15 minuti e poi:

  1. Prepara due colonne su un foglio.
  • Colonna 1: “La voce del dovrei”
  • Colonna 2: “La voce del sento”
  1. Nella prima colonna, scrivi tutte le frasi che emergono spontaneamente quando pensi a come “dovresti” essere:
  • “Dovrei essere più…”
  • “Dovrei riuscire a…”
  • “Una persona valida farebbe…”

Non filtrare nulla. Lascia parlare la voce interiorizzata.

  1. Nella seconda colonna, rispondi a ogni frase con ciò che senti davvero:
  • “In realtà io sento che…”
  • “La mia verità è…”
  • “Quello che desidero è…”

Non cercare coerenza. Ciò che è importante è l’autenticità.

  1. Osserva il confronto.

Nota dove c’è distanza, dove c’è tensione, dove c’è allineamento.

  1. Concludi con una frase di autorizzazione.

Scegli una frase che ti restituisce spazio interno, ad esempio:

  • “Mi autorizzo a riconoscere ciò che sento.”
  • “Posso ascoltare la mia verità senza paura.”
  • “Non devo assomigliare a un’immagine per valere.”

Il movimento finale del Papa

Il Papa non chiede di eliminare la voce interiorizzata, ma di trasformarla in una guida più flessibile e meno giudicante.

Il suo movimento psicologico è un passaggio:

  • dalla pressione alla consapevolezza
  • dal dovere all’autenticità
  • dall’obbedienza automatica alla scelta personale

È un invito a diventare adulti dentro, riconoscendo la propria verità e dando valore alla propria esperienza.

Bene, questa riflessione termina qui.

Porta con te il movimento interiore del Papa e osserva cosa accade dentro di te quando smetti di cercare una risposta immediata e ti permetti semplicemente di ascoltare.

E se scegli di fare l’esercizio, nota con gentilezza come cambia la tua relazione con quell’emozione quando le offri uno spazio sicuro in cui mostrarsi, senza pressioni né giudizi.»

Se vuoi raccontare nei commenti come è andato l’esercizio sarò felice di leggerti.

 

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