I Tarocchi di Maria Maddalena, una storia possibile!
C’è una teoria che, quando la si ascolta per la prima volta, ha il potere di spalancare una porta su un passato completamente diverso da quello che conosciamo.
Nel 2002, Philippe Camoin propose un’ipotesi audace, quasi sovversiva rispetto alla storia ufficiale dei Tarocchi: secondo lui, le carte non sarebbero nate nel Medioevo, ma nel cuore del I secolo d.C., e la loro creatrice sarebbe stata nientemeno che Maria Maddalena.
Camoin sosteneva che i Tarocchi fossero un insegnamento codificato, un linguaggio simbolico attraverso cui Maria Maddalena avrebbe trasmesso la propria esperienza spirituale e la propria visione del mondo. Una tradizione segreta, custodita per secoli e portata in Europa intorno al 415 d.C. dal monaco Giovanni Cassiano, consacrato proprio a lei. Cassiano, figura storica reale, fondò l’abbazia di San Vittore a Marsiglia, e secondo Camoin fu uno dei principali custodi di questo sapere antico.
A rendere questa teoria ancora più suggestiva è la leggenda provenzale che circonda la figura di Maria Maddalena.
La tradizione racconta che, dopo la persecuzione di Erode, Maddalena, Marta e Lazzaro avessero trovato rifugio sulle coste della Provenza.
Qui, Maria Maddalena avrebbe trascorso trent’anni in una grotta nel massiccio di Sainte-Baume, dedicandosi all’evangelizzazione della regione. Alla sua morte, sarebbe stata sepolta a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, nel luogo che oggi ospita la cripta della basilica a lei dedicata. Per secoli, quel luogo fu custodito dai monaci legati proprio all’abbazia di San Vittore, creando un filo storico che, almeno simbolicamente, collega Cassiano alla figura della santa.
Se questa teoria fosse vera, cambierebbe radicalmente la storia dei Tarocchi: la loro origine non sarebbe più collocata tra XIV e XV secolo, ma all’alba del cristianesimo. I Tarocchi di Marsiglia diventerebbero così l’antenato di tutti i Tarocchi occidentali, un’opera sacra nata in un contesto spirituale completamente diverso da quello che la storia ufficiale racconta.
Camoin affermava che numerosi codici interni alle carte sostengono questa ipotesi, ma il più significativo si troverebbe nelle ultime due lame: Il Giudizio e Il Mondo. È osservandole insieme che, secondo lui, si svela il mistero della figura centrale della carta XXI.
Per secoli, molti storici hanno interpretato quel personaggio come il Cristo in forma androgina, soprattutto per la presenza dei quattro esseri viventi — simboli tradizionalmente associati a lui nell’arte sacra cristiana. Altri hanno visto in quella figura l’Anima Mundi, la personificazione dell’anima del mondo.
Camoin invitava invece a compiere un gesto semplice ma rivelatore: immaginare di togliere i quattro esseri dalla carta. A quel punto, ciò che rimane è una donna nuda, racchiusa in una mandorla luminosa, simbolo della visione beatifica. La mandorla, infatti, è spesso riservata ai santi. E tra le sante occidentali, solo Maria Maddalena è rappresentata nuda, segno della sua natura mistica e della sua relazione diretta con il sacro.
Secondo questa lettura, la donna del Mondo sarebbe dunque Maria Maddalena.
La connessione con la carta del Giudizio diventa allora evidente: la santa, nella carta XXI, sembra volgere lo sguardo verso il Cristo celeste che risorge dalla tomba. E secondo i Vangeli, la prima testimone della resurrezione fu proprio lei. Questo “codice”, come lo chiamava Camoin, sarebbe la chiave che collega le due carte e rivela l’identità della figura del Mondo.
Naturalmente, non esistono fonti storiche che confermino questa teoria. È un’ipotesi, un racconto possibile che intreccia simboli, leggende e intuizioni. Ma è anche una storia che affascina: una narrazione che aggiunge profondità, mistero e bellezza ai Tarocchi di Marsiglia, e che invita a guardare le carte con occhi nuovi, come se custodissero un segreto antico che attende solo di essere ascoltato.
